I mondi paralleli e l’abuso di caffè

Poco fa leggevo un post sulla penuria di caffè nel 2080 (???).  Dovessi esserci ancora (chissamai, son di fibra forte…) forse avrei finalmente la motivazione per vincere l’abuso che ne faccio da sempre (lo ribattevo con tono altrettanto ironico di quello del post). Però nel frattempo ho focalizzato la storiella che mi è capitata ieri, e che scrivo di seguito:

Mattino, circa 9.30, un industrioso paesotto varesotto. Come al solito, dato che sono in scooter,  arrivo in anticipo rispetto ad un mio collega che invece è rimasto imbottigliato nel traffico. Dopo dovremmo andare, appunto, ad industriarci lì vicino. Lo aspetto nel primo bar, come gli dico via sms. Entro. Ordino un caffè prima di guardar bene il posto: errore. Una donna semiumana sui 35-40 sta preparando a pennarello qualche mirabolante advertising (sembra una bambina delle elementari che fa i compiti). Nell’aria le onde sonore altissime di una TV da 36″, che campeggia in mezzo alla parete principale, trasmettendo un dietologo che reclama l’importanza della verdura e dell’acqua.  Per me, fin da bambino, una TV accesa al mattino è una nota stonata, un gesso che scricchiola, un pugno in un occhio, il sale nel caffè, insomma una cosa che non ci sta.  Anche la semiumana ad un certo punto si stanca e cambia canale, per trovare un altro programma da non guardare: meglio non guardare un ER medici in prima linea di 25 anni fa, dove continuano ad urlare come matti, in mezzo ad urgenze contemporanee.

Ma torniamo al mondo verissimo, il bar: nella parte contrapposta al TV ci sono 3-4 mangiasoldi. Ovunque filoni di biglietti della lotteria appesi dappertutto.  Non c’è nessuno oltre a me e alla semiumana, ma mi attanaglia una morsa di depressione.

Così bevo il caffè e vado ad ordinarne un altro 100 m più avanti, al più urbano “caffè del corso”. Con i due già presi a casa, sono le 9.30 ed è il quarto. Come farò nel 2080?

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6 risposte a I mondi paralleli e l’abuso di caffè

  1. Anna Ryden ha detto:

    anche con le piú ottimiste previsioni sulla longevità…penso che dovremmo sperare di berlo in compagnia di san pietro nel 2080. tanto sappiamo che da lui il caffè c’è.

  2. fausto ha detto:

    Mi vine il sospetto – leggerissimo – che dovremo rispolverare l’orzo tostato. O almeno il rischio esiste, se insistiamo ad affondare così. Spero almeno che ci sia abbastanza orzo.

    Per i bar e le macchinette mangiasoldi: sono diffuse ovunque, ma ho notato che spopolano nella nostra montagna. Accalappiano anche molti anziani, e non solo ragazzini. Ho assistito ad una scena triste in un bar a Riolunato, all’ora di pranzo: una vecchia signora ipnotizzata dai simboli sulla macchinetta. Mi ha veramente impressionato: sono i rari momenti in cui mi viene voglia di scappare via e farmi frate.

  3. UnUomo.InCammino ha detto:

    Con la pressione demografica in esplosione esponenziale gran parte delle risorse sono ai limiti o li hanno già superati.
    Ciò nonostante anche solo accennare al problema della crescita demografica e alla necessità di una decrescita demografica indispettisce o fa infuriare la maggioranza delle persone.
    Non solo: la maggioranza degli homo vuole consumare più possibile.
    Il picco del caffè è solo uno di molti.
    E non so tra decrescita nei consumi e decrescita demografica quale sia la meno utopistica.

    Homo Stupidus Stupidus, continua a riprodurti con curva esponenziale y^z, y > 1 e vedrai poi cosa succederà.

  4. pattylafiacca ha detto:

    se bevo 4 caffè in un giorno mi addormento a Natale .siete voi gran bevitori che ci finite tutto il caffè .mannaggia a voi

  5. medo ha detto:

    Visto che fino a fine 2012 mi occupavo proprio di caffé, posso garantire che la penuria di prodotto c’è già ora*ma sta “solo” causando il fallimento a raffica di quasi tutte le piccole e medie torrefazioni in tutto il mondo, tranne in Asia dove i pochissimi (son comunque alcuni milioni…) “ricchi” iniziano ad apprezzarlo, bevuto all’italiana. Là le torrefazioni stanno cominciando ad aprire, chè non basta più importarlo torrefatto in Italia o simili, il margine è ormai troppo basso.
    Penuria? Come mai? Una premessa: basti pensare che il Brasile deve già oggi, e dovrà in futuro sempre più, ricorrere al blocco delle esportazioni, perchè milioni di nuovi membri della classe media ora se non bevono almeno tre caffè al giorno per tenere su loro stessi ed il PIL, sembra che non possan più vivere…
    Le ragioni del calo produttivo sono molteplici, il ciclo di siccità ormai decennale in Sud America è una, poi c’è senz’altro il problema fitofarmaceutico di una pianta fragile, piantata dappertutto e che si è ammalata di tutto, ovunque, e malanni del vegetale che loro invece si sono abituati in decenni di trattamenti a quasi tutti i rimedi sintetici… http://clotheslinereport.blogspot.fr/2011_04_01_archive.html

    • sesto rasi ha detto:

      Se devono bloccare le esportazioni di caffè significa che qualcuno in Asia lo pagherebbe di più, incluso trasporto, cioè innalzerebbe di più il PIL brasiliano che non riservando il consumo il caffè ai brasiliani.
      Siamo in realtà davanti al solito dilemma del politico: se io politico brasiliano non bloccassi le esportazioni, difficilmente il brasiliano capirebbe che è per alzare il suo PIL procapite: prevarrebbe l’incazzatura perchè gli vorrei far pagare un caffè come è disposto a pagarlo un ricco asiatico.
      E non mi voterebbe. Quindi gli proteggo il prezzo, sottraendogli ricchezza. Così è contento. Faremo i conti poi col debito, suo o di suo figlio. Ma magari non sarà più affar mio. E comunque prendere il potere subito se si può. Domani magari non mi riguarderà più o comuqnue il cittadino non ha una gran memoria.

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