Latouche guru della decrescita? Ma mi faccia il piacere!

Quasi un paio di anni fa avevo aperto “la scommessa della decrescita”, di Serge Latouche. Sono 182 pagg. + allegati e note, da leggere in 2-3 sere…

beh, io non ero andato oltre l’introduzione (20 pagine scarse), che avevo trovato tristissima, noiosa e senza spunti.

Ma sono due anni che lo sento citare dappertutto, persino dai giornalisti televisivi nei talkshow di prima serata, per cui mi sono imposto lo sforzo e sono ripartito da capo.

Devo tenere duro, perché non scorre. Qua e là attingo concetti illuminanti come la necessità di scindere PIL e  felicità (grazie per avermi aperto gli occhi…). Non riesco ad uscire dall’impressione di scorrere un collage di idee non originali, facilotte e maldigerite (i guru non dovrebbero essere un passo avanti? Questo è in scia…); ma soprattutto non si tiene mai conto della  debolezza umana (sempre il sistema da smontare; dico, ti sei mai chiesto se il primo motivo di successo del sistema in cui viviamo non sia che spreme e riempie continuamente le nostre debolezze più profonde?)

Mi dico: “non sei  esperto, vai avanti…” ma quando piombo su una pagina che parla di energia mi dico che è davvero  troppo; la allego sotto;  è evidente che monsieur Latouche ha sentito da un amico a cena che si può far cogenerazione con impianti basati su motori a pistoni simili a quelli delle auto;  non ci ha capito molto ma ci ha chiuso un pezzo alla meglio e tirato conclusioni sue. Digiuno dell’argomento come si capisce deve essere, a spiegargli perché la sua mezza pagina è piena di minchiate ce ne vorrebbero almeno dieci.

Se tutto il libro è fatto con la stessa serietà, mi chiedo: il movimento della decrescita si appoggia a intellettuali di questo livello? Ecco il pezzo (pag.124, o cmq cap.7, prima del paragrafo “ridistribuire la terra”):

“Per esempio, è possibile pensare di riconvertire le industrie automobilistiche in fabbriche che producono apparecchiature elettroniche per la microcogenerazione di energia. Per costruire un microcogeneratore è sufficiente infatti il motore di un’automobile unito a un alternatore installato in un involucro metallico; le tecnologie, le competenze ed il lavoro necessario sono praticamente identici. La diffusione della cogenerazione permetterebbe di far passare il rendimento energetico da circa 40 per cento al 94 per cento diminuendo il consumo di energia fossile e le emissioni di anidride carbonica. Negli archivi scientifici dell’umanità esiste forse un giacimento quasi inesauribile di soluzioni in grado di risolvere i problemi tecnici con cui dobbiamo confrontarci, basterebbe avere la volontà di attingervi.”

Vi assicuro che qui dentro è contenuta una vera fila di castronerie:  da un accenno a delle apparecchiature elettroniche (guarda che stai parlando di motori….), a un 94% del tutto fittizio (85% sarebbe già buono, ma formato da 40% di energia elettrica e 45% di calore, L. lo sa che la prima è molto più pregiata? Anche la caldaia di casa fa il 95% e oltre, ma è tutto calore: secondo L. sarebbe più efficiente di una centrale? La quale centrale peraltro ormai ha rendimenti elettrici del 58%, mica 40%!) Inoltre i motori da cogenerazione sono ben più robusti (e costosi) di quelli da automobile: Latouche pensa che i signori Jenbacher, Wartsila, Deutz e tanti altri siano in giro a pettinar bambole? Inoltre lo sa Latouche che per la cogenerazione servono utenti termici in vicinanza (il calore mica lo trasporti a centinaia di km)? E che devono richiedere calore per molte ore/anno, non solo per gli orari di riscaldamento, sennò non ci stai dentro con le spese? Latouche, parla di cose che conosci (o fatti aiutare)!

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10 risposte a Latouche guru della decrescita? Ma mi faccia il piacere!

  1. pattylafiacca ha detto:

    O mio Dio.Siamo messi malino. E pensa che questa dovrebbe essere la controinformazione, quella che ci fa ragionare, uscire dai binari indotti…..

  2. ondalunga ha detto:

    no infatti, non fa bene per niente. Anche io l’ho letto, Latouche. E in molti punti mi è parso assai ingenuo, naif per essere gentile. Hai ragione tu, dovrebbero essere un pochino più informati. E comunque pensa te che molti in altissime discussioni socio politiche propongono il ritorno al baratto. Ora io mi chiedo: ma se già i babilonesi coniavano moneta e forse forse un motivo ci sarà? (senza contare che io non saprei cosa barattare)

    • sesto rasi ha detto:

      eh sì, li sento anch’io i barattisti…come se la soluzione stesse nel cancellare, assieme al pessimo, tutto quanto di buono hanno inventato economia e finanza in cinquemila anni… e così per qualunque altra invenzione “sociale” dell’uomo…sai che ti dico? Che mi dài spunto per una risposta un po’ troppo lunga: potrebbe essere un post…(grazie)

  3. LaStancaSylvie ha detto:

    Ecco un altro cialtrone che evidentemente però si sa vendere bene. Mai fermarsi alla prima fonte, dovrebbe essere una regola.
    LaStancaSylvie

  4. sesto rasi ha detto:

    ribenvenuta nel nuovo ultimo miglio, da un po’ non ti si sentiva…(anzi, leggendo a flash l’inizio mail che mi avvisava del commento per un attimo ho pensato ti rifacessi viva per darmi del cialtrone…)!scusa la pausa umoristica, ogni tanto devo un po’ sdrammatizzarmi..

  5. virginia ha detto:

    Anch’io o notato non poche sciocchezze tra gli esempi di Latouche… Rifletto comunque sul presupposto generale. Il PIL è un parametro rozzo e fuorviante per valutare lo stato di una società, visto che cresce, per esempio, quando tutti i cittadini montano la porta blindata per paura dei ladri. Occorre una “filosofia” diversa anche della produttività.

  6. Pingback: Latouche guru della decrescita? Ma mi faccia il piacere! | lultimo miglio « nottebuiasenzaluna

  7. UnUomo.InCammino ha detto:

    lascia perdere i numeri esatti. Quando vai a sciare non puoi giudicare la qualità e la gradevolezza giudicando l’estetica degli impianti di risalita: osserva il paesaggio ampio, quello è l’ambiente.

    Allora l’idea della microgenerazione è una buona idea: ogni casa potrebbe avere non una caldai(ett)a termica ma un piccolo generatore di elettricità: hai freddo anche se stai con due magliioni? accendi il motore del 127 generi un po’ di corrente elettrica e con il cascame termico ti riscaldi.

    Avrra l’x.y di rendimento o il w.z?
    Chi se ne frega.
    Nello scenario complessivo sei ad un ottimo livello: sei a casa con 12°, con due maglioni e le calze di lana, hai prodotto un po’ di energia elettrica che non deve venire da lontano, il rendimenti di questo passo è abbastanza elevato… il risparmio energetico complessivo è straordinario rispetto agli scenari modernisti, sviluppisti, strutturalisti, consumisti.
    No!?

  8. sesto rasi ha detto:

    UUiC, qui però davvero lasciati criticare, non è una questione di estetica come per gli impianti di risalita (che peraltro se facessero più fumo e rumore di quanto già fanno non sarebbe un bell’affare no?)

    Perdonami se non ti riassumo nei particolari cose su cui lavoro da vent’anni, ma accontentati di sapere che il totem (così chiamavano il motore della 127) garantirebbe un livello di rumore, di inquinamento locale, di costi e di consumo energia primaria, sia per il singolo che ne usufruisce direttamente sia nel complesso, decisamente superiore alle odierne soluzioni. Se qualcuno ti dicesse che non abbiamo tutti un totem in casa per qualche diabolico complotto, digli tranquillamente di studiare, prima di parlare di complotti.
    Se vuoi farti qualche idea di come sia complesso produrre e distribuire energia elettrica e calore in modo economicamente e ambientalmente sostenibile ti invito (poco elegantemente, è vero) a dare un’occhiata al mio “questione di energia” (link a fianco): nel poco tempo che ho ogni tanto butto giù qualche pezzo in merito. Forse un giorno potremo avere un cogeneratorino in ogni casa con bilanci energetici ed emissivi favorevoli. Lavorandoci e spendendoci tanti soldarelli in sviluppo, però.
    ciao

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